🇮🇹 Fashion Week e Sanremo, due mostri a confronto
Quando il front row italiano si sposta al mare, chi pensa a Milano?
Il calendario della Fashion Week questa stagione è diverso dal solito. A eccezione di Bottega Veneta e Roberto Cavalli, nessun brand sfilerà dopo le 7 di sera. Se per i media stranieri la decisione sembra strana, alla stampa italiana la notizia fa tirare un sospiro di sollievo. Scisso in due, il sistema moda nostrano dovrà scegliere se partecipare alla settimana più glamorous o a quella più pop dell’anno; quello straniero, invece, avrà soltanto dovuto prenotare vitto e alloggio con più anticipo del solito - onde evitare il dramma dell’estate scorsa, con le Olimpiadi di Parigi che bloccavano traffico e alberghi in concomitanza con la Couture Week. Sì, perchè questa settimana, oltre al continuo imperterrito dei Giochi Invernali di Milano Cortina, il Nord Italia ospita il Festival di Sanremo, la settimana santa della pop culture italiana.
Tra Sanremo e Milano si sta formando un traffico intenso di stylist, designer, project manager e influencer che dalla liguria al capoluogo lombardo dovranno gestire due degli eventi più importanti per le loro carriere. Da una parte il Festival della Canzone Italiana, patrono della cultura pop del Paese nonché palcoscenico favoloso per un talento che vuole affermarsi sulla scena creativa; dall’altro la Milano Fashion Week, sette giorni di riflettori puntati sulle nuove stelle della moda italiana. C’è un solo dubbio: chi si occuperà delle luci su Milano?
Il Festival della Canzone Italiana non è paragonabile al Coachella, al Lollapalooza, tantomeno ai Grammy o ai Brits. Non ci sono line-up annunciate un anno prima, performance di canzoni trite e ritrite, aree campeggio o droghe ricreative - almeno, non così tante. Per cinque giorni, da martedì 24 a sabato 28 febbraio, al teatro dell’Ariston va in scena uno dei programmi storicamente più assurdi, prolissi, camp e allo stesso tempo trash della televisione italiana. E tutto il pubblico dello Stivale - senza contare quello in Eurovisione - per scherzo o per passione quella settimana sta incollato al televisore per guardarlo.
Le regole sono semplici: trenta dei cantanti più importanti d’Italia salgono sul palco dell’Ariston e cantano una canzone inedita, in una gara il cui esito viene sancito da stampa, radio e televoto del pubblico. Il vincitore dovrà poi rappresentare l’Italia all’Eurovision. Non sempre vince la canzone più bella, il cantante più bravo o il più meritevole, ed è proprio questo il punto. Buona parte del pubblico, che a fine settimana è ormai stravolto e con gli occhi rossi dopo aver speso ore di fronte al televisore, spesso non bada all’andamento del Festival quanto al gossip, ai look e alle dinamiche che lo punteggiano.
Rapiti dalle canzoni in gara e dai loro jingle, dai meme che sono sbucati online durante i siparietti comici degli ospiti speciali (siamo ancora fermi a quella volta in cui John Travolta ha fatto il Ballo del Qua Qua per sponsorizzare un paio di scarpe, con un risultato a dir poco infelice), durante la settimana santa gli spettatori sono talmente assorbiti nel lore del Festival da dimenticare tutto il resto. Per strada si canticchiano i ritornelli delle canzoni in gara, online si ri-postano le scene più imbarazzanti della serata precedente, mentre insieme agli amici si commentano le ultime performance ricordando chi è stato stonato e chi era vestito male. C’è persino chi ha inventato un fantasy game che è diventato così famoso da coinvolgere i partecipanti del Festival
La potenza principale del Festival di Sanremo è la portata mediatica. Trattandosi dell’evento più rilevante della pop culture italiana, che coinvolge artisti diversi per età , genere, categoria e stile, è in grado di intercettare varie target audience, dai bambini agli anziani, dalla comunità LGBTQIA a quelle più conservatrici. E se durante gli anni 2010 il Festival aveva perso un po’ di trazione, nelle ultime edizioni - grazie in particolar modo alla direzione artistica dell’ex presentatore Amadeus - tramite il coinvolgimento dei social media e di artisti sempre più giovani l’evento è diventato il più seguito di sempre.
Basti pensare che lo share dell’ultima edizione (ossia la percentuale di spettatori sintonizzati sul canale) ha raggiunto il 73,1%, per un totale di 16 milioni di persone, mentre online il Festival ha sfiorato il miliardo di interazioni social. Il FantaSanremo, invece, il gioco inventato da un team di amici che lavora nel mondo dello spettacolo, nel giro di cinque anni è arrivato a conquistare milioni di giocatori, con l’ultima edizione che ha superato le 5 milioni di squadre.
Numeri a parte, a decretare il motivo per cui la Milano Fashion Week questa stagione non sarà la stessa di sempre c’è un piccolo particolare che potrebbe sfuggire ai fashion insider muniti di passaporto straniero: il coinvolgimento di stylist, designer, brand, make-up artist, talent, content creator e pop star al Festival. Con tutta la moda italiana riunita a Sanremo per seguire i cantanti in gara, chi rimane a Milano per le sfilate?
Giorni, se non settimane prima del Festival, i cantanti in gara curano insieme a Maison, direttori creativi e stylist dei look su misura per ognuna delle serate in cui devono cantare, spesso organizzando anche gli outfit da indossare nelle giornate libere o durante le interviste stampa in giro per Sanremo. In più, per la città ligure brand e media approfittano dell’afflusso turistico per un po’ di pubblicità , con pop-up, temporary store e installazioni dedicate, così da tenere impegnato il pubblico anche durante il giorno.




Per brand e stylist, il Festival rappresenta una piattaforma unica su cui portare la propria direzione artistica, ancora più che un red carpet - e forse anche più di uno show. Vestendo alcuni degli artisti più rilevanti del panorama musicale italiano in uno dei momenti cruciali della loro carriera, possono ampliare il loro immaginario culturale e raccontarlo a un pubblico vastissimo. E la strategia non coinvolge solo i cantanti in gara: nel 2021, per esempio, Achille Lauro era stato ospite fisso del Festival, e aveva portato insieme allo stylist e collaboratore di lunga data Nick Cerioni delle performance in cui impersonificava alcune delle iconi più importanti della storia, sempre in full look Gucci. Un bel sipario per la Maison italiana, che nel bel mezzo della pandemia Covid-19 si è ritrovata di fronte a un pubblico di quasi otto milioni di spettatori.
In attesa di questa nuova Fashion Week, ci sentiamo di dare qualche consiglio ai fashion insider che, arrivati nel capoluogo lombardo, si ritrovano immersi nei giorni più pop d’Italia. Non disperate, se molti brand hanno preferito sfilare al mattino e non alla sera per poter guardare Sanremo; non lamentatevi, se agli after party milanesi non ci sono abbastanza persone con cui fare networking.
Questo è il momento perfetto per trovare nuovi talenti italiani su cui scommettere, per capire di più le dinamiche che muovono il sistema dell’intrattenimento italiano e, perché no, per fare un salto a Sanremo e scoprire da vicino perché l’evento attrae così tanto pubblico. Di questa settimana santa bisogna cogliere l’attimo: noi media italiani, sparpagliati tra la sala stampa sanremese, la Fashion Week, le Olimpiadi e mille altri eventi, non ci resta che incrociare le dita e sperare per il meglio.











